Dopo vari minuti passati a tasteggiare con la faccia affondata nello schermo, oggi l'ecografo ha voluto emozionarmi (fa parte della prassi) volgendo ad un tratto lo schermo in 3D verso di me e dandomi pugni nella pancia. E c'è riuscito. Si vedeva il bambino a colori, muovendo il braccio vicino alla testa, in un atteggiamento che ha generato due interpretazioni contraddittorie: Fa il pugno chiuso, vedrai che vita difficile di fará fare questo birbante, secondo il medico, e Che timido guarda si copre il viso, secondo l'infermiera. Mi è piaciuta questa ambiguitá, la forza e la timidezza, coprirsi dietro un pugno chiuso, poi ho concluso che volesse solo proteggersi dai puntelli del medico. Il medico ha confermato: machote, e al salutarmi quando me ne andavo mi ha detto Complimenti per il maschio (machote), ha confermato anche questo. Che, quando é femmina faranno una faccia più mesta? O si riferiva alle qualitá di questo maschio in particolare, il maschio del futuro?
Wednesday, March 28, 2007
Monday, March 19, 2007
Deconstructing pregnancy (I)
Sono stata in Italia 5 giorni, a fare scorta di chiacchere e punti di vista sulle questioni che mi sto ponendo in questo periodo, tipo la costruzione sociale della riproduzione e perché si desiderino figli. Sto anche leggendo libri in materia, i pochi che ho trovato utili, e se da un lato sto realizzando un sacco di cose molto interessanti, dall'altro mi sento come la prima donna incinta della terra. Non tanto per magalomania, quanto per solitudine: mi vedo sola ad affrontare qualcosa senza avere esperienze precedenti, nè nipotini, né figli di amiche strette (le mie amiche strette non fanno figli, e su questo non mi viene da indagare, mi sembra assolutamente normale – anche se magari li desiderano per un futuro remoto), né persone intorno che mettano in discussione l'esistenza di un naturale istinto materno di riproduzione e protezione per ricongiungersi al naturale movimento di autoconservazione della specie nel momento in cui naturalmente scatta l'orologio biologico...bla bla bla.
Nel poco tempo che ho passato con i miei genitori ogni discorso o riferimento era a donne incinte, donne che avevano partorito, notizie di donne ecografate male, ecc. ecc. Una sera sono stata de/portata a casa di una coppia di loro amici che aveva appena partorito una bambina, mia madre l'ha presa dalla culla mentre dormiva tranquilla, l'ha tenuta in braccio un po' e poi TOMA, ora la prendi in braccio tu. Io mi presto ma faccio l'occhiolino al gatto desiderando in realtá spupazzarmi lui piuttosto. La madre della neobimba dice il peso in kili con ben 3 cifre dopo l'unitá, ossia 'quando è nata pesava 2 kili e 362 grammi, quando l'ho allattata non ci credevo: 2 kili e 789! Che mangiona!' (ho preferito pensare che vendesse droga). Quando ha fatto le ecografie si é sempre messa a piangere dalla commozione, ma, per l'esperienza che ho io, nelle ecografie solo il dottore vede e ti indica ossa e organi, tu fai sì sì, ma potrebbe essere qualsiasi cosa, non si capisce veramente un cazzo. Forse é per quello che si é messa a piangere.
Mi sono anche fatta portare da mia madre a farne una, cosí, visto che mi ero dimenticata a jerez le foto della precedente, e appena il medico mi ha fatto vedere quelli che sarebbero i coglioncini, mia madre ha detto “meno male, cosí non dovrá partorire”. Che delicatezza! Peró dovrá fare il militare. No, il militare non é piú obbligatorio. Invece partorire sí...
Saturday, February 10, 2007
Ma che Dico Pacs...
Il testo, a quanto pare, é una gincana di acrobazie linguistiche per mettere d'accordo tutti, "é stato scritto q.b., come nelle migliori ricette di cucina", dice la Pollastrini. La donna partorisce e cucina, poi? Cuce le varie anime del centro sinistra come una variopinta coperta ricamata all'uncinetto? Crea armonia tra elementi discordi come una buona padrona di casa?
Non ci siamo proprio, come direbbe Rutelli...
Nuova immagine
Wednesday, October 11, 2006
Queste sí che sono soddisfazioni
Oggi sono andata con il mio rullo della pergamena e ho chiesto, prima di tirarla fuori, Fate fotocopie grandi?
No, mi ha risposto Lei, guardando fissamente il rullo, Ma sono proprio curiosa di sapere cosa c'è lì dentro! Senza mezzi termini.
E io, No... niente, la mia laurea, er pezzo de carta.
Ma dai, fammela vedere.
E va bene, guardala (la sfodero).
Uhh guarda che bella, complimenti! La preleva e la porta da Lui che stava con un amico-cliente vestito bene. Che carta! E che bella cornice! Guarda le figure...tre ore a dissertare sulla mia pergamena e a farmi i complimenti per la qualità della carta e la precisione delle miniature. Io più rossa del culo di un ciclista, ho sfoggiato un 'Pena que no sirva pa na' (peccato non serva a niente), e questi a continuare a felicitarmi, mi sembra quasi di essermi laureata oggi. A un certo punto Lui é uscito dal trip della carta e delle miniature e ha detto "Qualsiasi altra persona l'avrebbe incorniciato", l'ho preso come un complimento.
Oggi ho pensato, tra le altre cose, di iscrivermi a un master a Salamanca, si chiama Genere e Comunicazione, si propone di formare esperti comunicatori che considerino il punto di vista di genere nella loro attività di pubblicitari/e o giornalisti/e o formatori/e. Mi è sembrato estremamente interessante. Stavo scrivendo il secondo round di domande all'organizzatrice - devo essere sicura, visto che si tratta di 15 ore di viaggio un giorno alla settimana - quando mi è venuto in mente che l'università che lo organizza si chiama università PONTIFICIA di Salamanca.
Ora, ho detto, vabbè, sarà rimasto il nome da chissà quanto tempo, non ci sarà da preoccuparsi. Per sicurezza, visito il sito dell'università e noto nella home page la presenza di svariati vescovi e cardinali! AAAAHHH! Al che aggiungo una domanda alla mail, dopo il quando finisce il master e se sia o meno adatto a una che voglia formare ad esempio docenti elementari e superiori sul tema, e cioé: Non sarò fuori luogo non essendo cattolica e avvertendo una certa ostilità verso le istituzioni e i modelli culturali e di genere di questa religione? Sottintendendo, finemente e fiduciosamente, Di quale portata sarà l'ingerenza dell'orientamento cristiano-cattolico nei docenti e nelle discussioni di questo master? Non mi andrebbe di farmi otto ore a andare e otto a venire per partecipare a una catechesi!
Che contraddizione, un master di studi di genere all'Opus Dei! Siamo proprio alla frutta, non c'è piú neanche la mezza religione.
Mi aspetto che mi mandino a fanculo, in quanto non cattolica, ma sicuramente quest'aneddoto salterà fuori in qualche pausa caffè, o tra una messa e l'altra.
Tuesday, October 10, 2006
Fantagiustizia
Si è vero avevo bevuto,
stavo tornando a casa
in direzione contraria
ma piano molto piano
me ne sono accorta subito
ho visto la polizia da lontano
mi sono accostata
e immediatamente consegnata.
Vivevo lì da poco
E andavo sempre a piedi,
la macchina è del mio ex
compagno da quel giorno
E si noti l'enjambement.
Una birra e un rum,
non sono abituata,
non mangiavo da due giorni,
mi sono separata,
proprio quel giorno
la goccia ha fatto traboccare il vaso,
e pure il palloncino...
Ho soffiato con la pancia,
come suonando una trombetta,
gli occhi erano lucidi per il pianto
e balbettavo perché ero nervosa
l'espressione verbale difficoltosa sì,
sono straniera,
vacillavo per la stanchezza e il dolore,
ero distratta dagli antecedenti della giornata,
giacchè proprio quel giorno la mia vita è cambiata,
ancor prima di commettere un delitto.
Rispetto al 'passiva', che compare nel dossier della polizia,
direi che mi sembra un comportamento più che adeguato con le forze dell'ordine,
'insicura' (?) la ero perché
vorrei vedere lei Vossignoria
in una situazione del genere,
e l'alito...ehhm.
avevo appena sputato fuoco in spiaggia,
sa, sono del saggittario...
So che non avrei dovuto guidare perché la legge non lo permette
neanche con una birra, ma ero in piene facoltà,
e non sono stata un pericolo,
la strada era larga,
e io ho sbagliato
perché a volte succede di sbagliare
e dove appare una strada larga
si pensa subito che si possa andare nei due sensi,
e invece no.
- D'accordo, mi ha convinto,
l'assolvo, l'udienza e tolta.
Friday, August 18, 2006
Trasformazioni
Prenderò lezioni di flamenco, ho anche scritto la prima parte di una buleria. Cominceró con le mani, poi vedró se danze o cassa.
Oggi è venuto il proprietario della casa in moto e in divisa da polizia nazionale (in servizio) per delle infiltrazioni che gli avevo comunicato (oggi per la prima volta ho sperimentato la pioggia in andalucia), la salita delle scale gli è costata fatica perché era stretta e non ci passava col manganello. Io trattenevo le risate e intanto gli rinfacciavo di avermi detto, quando ero venuta a vedere la casa, che non c’erano perdite, mentre ce n’erano almeno due, e una che si sapeva. E lui, Ho provato varie cose con il muro, non c’è verso, sudando, e io, Chiami un muratore, carajo! e lui che è anche tappezziere e si crede tuttofare, sempre sudando, mi ha detto che farà sicuramente qualcosa. E' dovuto anche tornare a bussarmi perché si era dimenticato il casco.
Tuesday, August 08, 2006
La posta del cuore...
Per i grassi é un'altra storia, ma non mi piacciono, anche se li preferisco ai magri. Gli sportivi neanche a parlarne, i ballerini ufff...troppa disciplina.
E perché poi desidereró il corpo di un uomo, quando é evidente che vado piú d'accordo con le donne, in proporzione? Ahi, in che paradosso mi sono ficcata!
Friday, August 04, 2006
Tra le tante andaluse...
Monday, July 31, 2006
Raccordo
Meno male che c'è la mia amica flamenca che mi fa parlare ridere e battere le mani, ma la vedo solo il sabato perché il resto dei giorni lavora nelle case dei 'benestanti' in vacanza.
Devo tagliar corto, ci sono offerte interessanti a vueling.com e myair.com, per chi ha orecchie per intendere.
Wednesday, July 12, 2006
Jerez de la frontera
Tuesday, July 11, 2006
La donna come scaricatrice di porto
Il lavoro continua quando a un certo punto arriva il poliziotto portuale, si apparta con el gitano y el gitano torna dicendo a L. che deve aspettare fuori.
A questo punto L. si avvicina al poliziotto e chiede quale sia il problema, il poliziotto risponde "Tu vedi altre donne qui? NO, e allora vai fuori".
L. non puó dargliela vinta con questo tipo di spiegazione, come accennavamo prima enumerando le varie categorie di appartenenza della suddetta, e risponde "Io non vedo cartelli che dicano che le donne non possono entrare qui" e poi la formula magica "non mi stará mica discriminando in quanto donna?" Il poliziotto, a cui probabilmente avevano spiegato da poco che la discriminazione é una cosa brutta, [in effetti questa accusa in spagna funziona molto bene, mette tutti sulla difensiva, chissá perché... N.d.r.] dice che nel porto possono stare solo persone autorizzate o persone relazionate con persone autorizzate, L. per non mettere nella merda altri, esce, non senza aver fatto una buona chiaccherata con il poliziotto, di cui poche tracce sono documentate. Nel frattempo, a detta del gitano, l'equipaggio si ribella, comincia a prendere a pesci in faccia, fuor di metafora, il guardiano del molo che si ripara fuori a chiacchierare con L., spiegando le regole del porto e della presenza femminile, adducendo varie motivazioni leggermente piú accettabili di quelle del poliziotto precendente (le prostitute che si infiltrano a volte), ma questa parte merita un articolo a parte che uscirá probabilmente nel prossimo numero di "Scaricare donna".
Thursday, June 29, 2006
Profezie
Con rispetto parlando.
Tuesday, June 27, 2006
Vidente
In questa cittá si respira porto, odore a pesce fresco, a 2 euro al chilo, e poi le lumache...perché é la foce di un fiume. Ci sono due venti, il levante e il ponente. Tenendo il mare di fronte, a destra c'è l'ovest, a sinistra c'è l'est, davanti a te solo sud. Ci sono stati anni in cui é piovuto solo 2 giorni all'anno. Ci sono 3mila modi per buscarsi la vita alla giornata, favori e scambi, vendere in spiaggia, aiutare a scaricare il pesce e portarsene via 40 kili, rivendendolo nei punti strategici, pitturare una casa, raccogliere lumache o frutta nel campo e rivenderle ai bar e ai chioschi, insomma, uno puó scegliere lo stile che preferice.
Il problema piú grande qui é la gelosia, meno male che io ne sono fuori. Ci sono varie altre cose che potrei dire, cambiare vita é una vertigine e una overdose di informazione nuova, dovrebbe risultare meno una follia...
Friday, June 16, 2006
Isolata
Wednesday, June 14, 2006
Gli scempi della nazionale
Festeggiano troppo, uccisi 2 tifosi dell'Italia
L'episodio in un pub ristorante di Pattaya, in Thailandia. Le vittime sono due thailandesi con una grande passione per gli Azzurri
BANGKOK (Thailandia) - La loro esuberanza di tifosi della Nazionale di Lippi l'hanno pagata con la vita. Due uomini thailandesi ma accaniti tifosi azzurri sono stati uccisi lunedì notte a Pattaya, in Tailandia, in un locale pubblico dove stavano festeggiando in maniera assai poco pacata il successo di Totti e compagni. La polizia thailandese sta ora ricercando l'uomo responsabile del duplice omicidio.
Monday, June 12, 2006
detenzione indefinita
Nel frattempo mi intrattengo con l'attualitá, Carmen Russo sta sopravvivendo sola su di un'isola (partecipa all'isola dei famosi spagnola) e sta scivolando in una lenta follia, ma per certi versi l'ammiro, ha superato molte barriere, anche se non ancora quella linguistica (il suo spagnolo è esilarante per gli spagnoli). Si é costruita un pupazzetto di cocco con la faccia del marito, enzo paolo turchi, uomo scimmia (dopo bruno conti della roma), e per intrattenersi quando non é impegnata a sopravvivere intrattiene con lui lunghe quanto improbabili conversazioni immaginarie in spagnolo...
Non é paragonabile, ma ogni tanto quando litigo con l'agro-dolce metá e non sono impegnata ad ascoltare i vicini, mi sento in una situazione molto simile. Solo che non voglio ridurmi a parlare coi pupazzetti perché, a differenza di molte persone, ho bisogno che qualcuno mi risponda, cribbio.
Ma l'oggetto di indignazione di questo periodo continua ad essere la prigione di guantanamo, dove é rinchiusa gente SOSPETTATA, spesso molto vagamente, di legami con terrorismo, senza prove, senza termini e senza processi da aspettare, ossia secondo 'leggi' che valgono solo per loro e che sono in netta contraddizione sia con i diritti umani, sia con le altre leggi americane. Uno sta lí, accalappiato e incapucciato dalla cia, lo torturano, nessuna legge lo protegge e non si puó neanche suicidare. Il tutto a tempo indeterminato. Ieri sul giornale appariva la notizia di 3 suicidi, non si sa come e si disconosce il motivo. Ora, sulle motivazioni di un suicidio é sempre difficile pronunciarsi, ma in questo caso ha senso porsi la domanda? Sulla modalitá, forse impiccagione, ci si potrá anche interrogare, ma solo per mascherare altre questioni. Che intende Bush quando dice all'onu che svuoterá la prigione di Guantanamo? Favorirá i suicidi? E saranno davvero suicidi? Perché a uno gli si impedisce il suicidio quando la vita é una tortura? Da dove viene il tabú del suicidio?
Hanno ammazzato Al Zarkawi, festeggiamenti, esibiscono la foto come un trofeo di caccia. Nessuno si chiede quante persone siano morte o abbiano perso la casa con quelle bombe scagliate su un villaggio, nessuno si chiede perché non lo hanno preso e interrogato e processato come saddam hussein, o sono io che non l'ho capito. Non credo che abbiano voluto fargli un favore, uccidendolo. E poi come si riduce un corpo dopo una bomba aerea? Lo si puó fotografare intero, solo con qualche nerone? E la prova del dna a che servirebbe, allora?
Ho giá posto abbastanza questioni per oggi, il mio umore non é alle stelle, tutta colpa di Bush...
Tuesday, May 30, 2006
AndaLucía
Faró una migrazione interatlantica, dalle Canarie a Cadiz, Puerto de Santa Maria, dove alba e tramonto sul mare, cittá e paese, porto e spiaggia bellissima, universitá e spiaggia non sono piú termini in contraddizione. A Cadiz la spiaggia bellissima incorniciata da castelli fenici si trova proprio sotto l'universitá, ombreggiata da un balneario geniale, antico, bianco, fatto a porticati, e molti ci vanno intorno alle cinque del pomeriggio per godersi 5 ore di sole buone, ma anche nella pausa pranzo a mangiare il panino o a fumare il sigarrillo. Non ho mai sperimentato la sensazione di finire una lezione o dare un esame e lanciarmi in spiaggia a fare una nuotata. Studiare al mare, respirarlo dalle aulee, sapere che all'uscita ti aspetta sempre il sole, è una sensazione che mi piacerebbe provare prima o poi...quasi quasi mi iscrivo ad un altro corso di laurea!
Per respirare il clima bolognese invece si puó andare tranquillamente a Granada o a Sevilla...
Sunday, May 07, 2006
Sé e altro
"quando diciamo 'noi' non facciamo che nominare il centro del problema. Non lo risolviamo."
Poi parla della relazione sè-altro, e del corpo nella sua dimensione collettiva, finchè dice:
Quando riflettiamo su chi siamo e cerchiamo di dare un'immagine di noi stessi, non possiamo rappresentarci semplicemente come esseri legati l'uno all'altro, perchè coloro che fanno parte del mio passato non solo continuano a vivere all'interno del confine dal quale io sono delimitata (è questo uno dei significati di "incorporazione"), ma permeano in modo impercettibile il mio modo di essere, quasi fosse continuamente destabilizzato e aperto alla possibilitá di perdere ogni demarcazione.
e piú avanti:
Credo che l'altro in me sia chiamato in causa nel processo stesso della mia costituzione, e che l'estraneitá a me stessa sia, paradossalmente, l'origine del mio legame etico con gli altri.
Non conosco completamente me stessa, perchè parte di quello che io sono è la traccia enigmatica dell'altro.
Così conclude il saggio:
Perchè se io sono confusa da te, tu sei giá parte di me, e io non sono in nessun luogo senza di te. Non posso appellarmi a un "noi" se non scoprendo il modo in cui io sono legata a "te", provando a tradurre e rendendomi peró conto che il mio stesso linguaggio deve interrompersi e cedere il passo, se voglio conoscerti. Tu sei ció che ricevo in cambio di questo disorientamento e di questa perdita.
Cosí l'umano è, ancora e sempre, ció che dobbiamo ancora conoscere.
Da Vite Precarie, Meltemi.