Tuesday, May 30, 2006

AndaLucía

Sono stata dieci giorni in Andalucía, é stato bellissimo, si dovrebbero fare piú spesso viaggi di questo tipo, dove mentre giri ti cerchi anche il posto dove ti trasferirai tra meno di un mese. Questa metodologia di viaggio è assolutamente interessante, non mi era mai capitato di provarla prima, tanto meno in coppia. Si guarda come vive la gente, ci si documenta sui prezzi degli affitti e del mangiare, si contano le gru nei dintorni, si valuta la vicinanza a l mare, alla montagna e alla/e cittá, si comprano i giornali di annunci, si guarda a tutto con occhi piú lontani per immaginare se stessi vivendo in quel posto. E quando si trovano posti belli, con l'aria ammiccante, si comincia ad ammiccare all'aria. E quando si torna non c'è la depressione del 'di nuovo', ma resta il trasporto verso il 'nuovo' che hai appena visto e dove andrai tra breve. Semmai ci sará l'ansia del trasloco, ma ti salvano il desiderio di muoverti e il sapere che adesso, quando ti deprimi per l'isolotto, puoi sempre distrarti preparando uno scatolone da portar via, o vendendo vecchie cose al mercatino...Se il presente ti deprime puoi fare o un salto nel passato prossimo a ripescare i ricordi del viaggio, o nel futuro meravigliosamente ignoto che ti aspetta...
Faró una migrazione interatlantica, dalle Canarie a Cadiz, Puerto de Santa Maria, dove alba e tramonto sul mare, cittá e paese, porto e spiaggia bellissima, universitá e spiaggia non sono piú termini in contraddizione. A Cadiz la spiaggia bellissima incorniciata da castelli fenici si trova proprio sotto l'universitá, ombreggiata da un balneario geniale, antico, bianco, fatto a porticati, e molti ci vanno intorno alle cinque del pomeriggio per godersi 5 ore di sole buone, ma anche nella pausa pranzo a mangiare il panino o a fumare il sigarrillo. Non ho mai sperimentato la sensazione di finire una lezione o dare un esame e lanciarmi in spiaggia a fare una nuotata. Studiare al mare, respirarlo dalle aulee, sapere che all'uscita ti aspetta sempre il sole, è una sensazione che mi piacerebbe provare prima o poi...quasi quasi mi iscrivo ad un altro corso di laurea!
Per respirare il clima bolognese invece si puó andare tranquillamente a Granada o a Sevilla...

Sunday, May 07, 2006

Sé e altro

Nell'analizzare l'elaborazione del lutto (in violenza) degli usa post 11 settembre, Judith Butler illumina anche, come é giusto che la critica faccia, su molti altri versanti. Il lutto tiene insieme una comunitá politica, con vari altri legami che insieme creano quel 'noi' nazionale. E dice bene:

"quando diciamo 'noi' non facciamo che nominare il centro del problema. Non lo risolviamo."

Poi parla della relazione sè-altro, e del corpo nella sua dimensione collettiva, finchè dice:

Quando riflettiamo su chi siamo e cerchiamo di dare un'immagine di noi stessi, non possiamo rappresentarci semplicemente come esseri legati l'uno all'altro, perchè coloro che fanno parte del mio passato non solo continuano a vivere all'interno del confine dal quale io sono delimitata (è questo uno dei significati di "incorporazione"), ma permeano in modo impercettibile il mio modo di essere, quasi fosse continuamente destabilizzato e aperto alla possibilitá di perdere ogni demarcazione.

e piú avanti:

Credo che l'altro in me sia chiamato in causa nel processo stesso della mia costituzione, e che l'estraneitá a me stessa sia, paradossalmente, l'origine del mio legame etico con gli altri.
Non conosco completamente me stessa, perchè parte di quello che io sono è la traccia enigmatica dell'altro.

Così conclude il saggio:

Perchè se io sono confusa da te, tu sei giá parte di me, e io non sono in nessun luogo senza di te. Non posso appellarmi a un "noi" se non scoprendo il modo in cui io sono legata a "te", provando a tradurre e rendendomi peró conto che il mio stesso linguaggio deve interrompersi e cedere il passo, se voglio conoscerti. Tu sei ció che ricevo in cambio di questo disorientamento e di questa perdita.
Cosí l'umano è, ancora e sempre, ció che dobbiamo ancora conoscere.

Da Vite Precarie, Meltemi.

Saturday, May 06, 2006

Realtá e osservazione

Ho ascoltato radiotre stamattina, dalla fiera del libro di Torino: un matematico diceva che la realtá non esiste, scompare con l'osservazione, come quando si sfoglia un carciofo (Wittgenstein) o una cipolla (Pirandello). E l'ha dovuto spiegare con un sacco di parole. Vuol dire che non è scontato che quello che esiste sono i punti di vista (l'osservazione) e le rappresentazioni. Forse é un po' forte dire che la realtá non esiste, dovrebbero dire che non importa...o che ci sono rappresentazioni, piú o meno efficaci, piú o meno potenti, piú o meno seduttive, piú o meno di moda, piú o meno adattabili, piú o meno condivise, piú o meno utili...

Friday, May 05, 2006

Migrazioni e migranti

In questi giorni di assenza, e in virtú sia del pragmatismo che ho portato dall'Italia (insieme al parmigiano), sia della sindrome pre-mestruale, ho deciso di separarmi dal mio compagno per dare adito a un (eventuale) salto di qualitá nel rapporto. E' durato una settimana ma é stato intenso e ne siamo venuti fuori con qualche progetto, che non é poco. Ho anche litigato con i vicini di casa e dopo la festa di mercoledí (bella, per caritá), ho raggiunto la conclusione che la situazione é satura, c'è bisogno di aria nuova, migrazione a due. Giá deciso, Cadiz o dintorni, ossia costa atlantica della penisola. Non piú ultraperiferica, bensí periferica. Per adesso so che la cittá é bianca, grande, ha il mare su tre lati, ci sono varie manifestazioni musicali e fiere di cavalli e camomilla, ma poi c'è anche l'universitá, un centro di lingue moderne, lezioni da ascoltare, corsi vari, scuole estive, e ora come ora, dopo un anno e mezzo qui, l'idea mi entusiasma. Non credo che vivremo in una cittá, ma di certo sará piú facile arrivarci che non da qui...e mi illudo di trovare lavoro piú facilmente, ora che ho incamminato la pratica dell'omologazione della laurea qui (ma ci vorrá un anno...). E la cosa sará abbastanza prossima, a metá mese scatta una prima avanscoperta.

Nel frattempo ho esplorato un po' l'altro lato dell'isola e ho conosciuto una ragazza italiana emigrata ai 19 anni nell'82, e incurante dell'italia da quella data. Quindi l'ultimo cantante che si ricorda è pino daniele, non ha vissuto il berlusconismo, e ha l'immagine dell'italia tra 80 e 82, quando se l'é girata tutta in lungo e in largo. Stare con lei mi disloca totalmente, da una parte vorrei raccontargli 20 anni di storia per quel che ne so io, e ogni tanto lo faccio, ma in che lingua? Non riusciamo a rimanere nell'italiano per piú di 3 minuti, vorrei fargli ascoltare i subsonica e fargli vedere i documentari su berlusconi, ma poi penso, Perchè? Lei ha curiositá, ma d'altra parte sono piú gli anni che ha vissuto qui che non quelli che ha vissuto lì...potrei parlargli di olanda, sarebbe uguale. Che situazione di frontiera.
E un altro ragazzo ho conosciuto, anche lui i primi 19 anni in cran canaria e poi altri 14 tra germania e olanda, quando parla in spagnolo lo scambiano per tedesco, quando parla in tedesco lo scambiano per austriaco o turco, quando é in olanda lo scambiano per tedesco. Insomma, in qualsiasi lingua parli é straniero, e non si sa di dove. Che flash, non avere una lingua madre...
Io pure ho qualcosa di spagnolo quando parlo italiano, lo spagnolo mi ha pure cancellato il portoghese, che comunque ho frequentato un bel po'. Che lingua invadente, e ingombrante, lo spagnolo. Piú che apprenderlo ti contagia.

L'attualitá italiana non offre grandi spunti, e non mi metteró a parlare di bagni transgender, ho ascoltato l'elezione dei presidenti di camera e senato in diretta, adesso c'è il presidente della repubblica, m'intratterró. E cosí, invece della radiocronaca delle partite di calcio...

Tuesday, April 18, 2006

Milan-Barcellona 0-1

Ma l'arresto di Provenzano sta al risultato elettorale come l'arresto di Ricucci sta alla sconfitta del milan con il barça? O ci saranno stati dei brogli arbitrali? Ho appena visto il party che ricucci, immobiliarista, maggior azionista di rcs, sposo di anna falchi, organizzò per il Berlusca a Porto Santo Stefano nel documentario di Deaglio, che non ho trovato particolarmente interessante, a parte il pezzo del parlamento europeo.

Monday, April 17, 2006

Internazionale

Dall'Italia mi sono portata a casa una certa attitudine all'organizzazione senza stress, saranno state le 5 ore di trance in Montagnola a Bologna che mi hanno iniziato alla gestione della (micro) complessitá. Avevo a mente tutti i banchi e quello che vendevano, spulciato e tenuto a mente varie cose che in altri momenti non mi sarebbe riuscito fare. E il caffè, il parmigiano e l'immancabile limoncello, veri stereotipi del paese. E anche un numero molto interessante di internazionali dove si traducono articoli di stranieri che parlano della situazione italiana con tanto d analisi storico-giornalistica. Dall'Inghilterra, l'Italia ha una tradizione debole dello stato...l'Italia è di centro destra perchè ha il numero di lavoratori autonomi piú alto d'europa...Non tutti gli imprenditori italiani sono di destra, soprattutto nelle regioni centrali del paese. Ma di solito, al fiuto e all'abilitá che spesso li caratterizzano, non si accompagna una forte coscienza civica. Su persone del genere il signor B. ha esercitato un'"attrazione fatale" [è il titolo dell'articolo].Si cita cattaneo cha ha detto 'l'itlaia è un paese capace di produrre soltanto brevi sollevazioni e lunghe controrivoluzioni', cioé molto piú reazione che rivoluzione, e si applica a vari casi, tipo tangentopoli, la seconda repubblica e berlusconi.
Un francese da liberation dice che l'Italia è un paese di mammoni, che nelle famiglie non c'è piú conflitto e non c'è piú ragione di andarsene. Inoltre vivere soli costa e solo la famiglia in italia è un ammortizzatore sociale. Ho passato la notte a madrid in un appartamento di una casa popolare per giovani: 100 euro al mese per cinque anni se hai meno di 35 anni, casa che puoi anche dividere con un'altra persona e in un ambiente favorevole tipo melrose place.

Sunday, April 16, 2006

ways of seeing

In italia ho visto La vita segreta delle parole, sicuramente preferisco il doppiaggio italiano, e mi ha incantato. Poi ho indagato su tale John Berger, a cui il film è dedicato. A un certo punto compare un suo libro "ways of seeing" che solo dal titolo sembra il riassunto del film.
Insomma, su internazionale di questo mese c'è un articolo di John Berger che si chiama 'Il muro e il buldozzer. I politici dissimulano la realtá per smantellare lo stato e conservare il potere'. Parlando della Francia, scrive su el paìs: 'invece di riconoscere l'esistenza del bulldozer-la macchina della tirannia prevista dall'attuale economia di mercato - i politici parlano della disoccupazione come di un'epidemia. E invece di respingere il falso concetto di modernizzazione, parlano di questo smantellamento come se fosse una pagina di scienza naturale.'

uVe per vendetta

Ho appena visto V for vendetta, doppiato in spagnolo. Inutile dire dhe il protagonista si faceva chiamare cacofonicamente 'Ube'. Mi ha appassionato molto, per questo gli perdóno molte cose, e mi dá lo spunto e la scusa per continuare a parlare delle faccende italiane. Nel film l'eroe buono, tra il kamikaze, il black block e D'artagnan,pronuncia nel suo messaggio televisivo a mo' di colpo di stato qualcosa che suona tipo 'se volete trovare il nemico guardatevi allo specchio'. Proprio oggi leggevo su carta un'intervista a Paolo Rossi che spiega in modo tanto banale quanto illuminante come Berlusconi sia un po' come un virus: se sei abituato a mantenere un certo tenore di vita non ti va di dover pagare piú tasse per far riprendere un paese a rotoli, o per far star meglio i vari soggetti deboli. E che non si è parlato di cultura, solo di economia, ma c'è bisogno di investire in un cambio culturale per far fronte a questa situazione. Io rimango per una svolta punk.

Saturday, April 15, 2006

per rinfrancare la dose

Dal Corriere di oggi una dichiarazione del premier tra le piú surreali, dal mio punto di vista:
dopo il derby milan-inter il premier aggiunge, ai microfoni di skysport: "dovendo scegliere tra la vittoria in semifinale con il barcellona e la vittoria alle elezioni, sceglierei il traguardo di confermare all'Italia un governo che sappia governare".

Calcio e politica

L'ultimo giorno in Italia l'ho passato a Roma, dove il maestrale (e non il 'freddo scirocco' di cui parla la stampa straniera) e la disillusione mi hanno condotto a passare del tempo in un pub bevendo birra bianca doppio malto.
Una coppia di anziani turisti francofoni, andandosene dal suddetto pub, chiedevano al barista piú o meno con questo tono: "Sapete chi ha vinto le elezioni?"
"Il centro sinistra, ma all'ultimo momento, meno male.." - risponde lui, "meno male un cazzo" - sbotta la sua compagna.
Mio padre poco prima mi aveva detto per telefono "Avete vinto, allora".
Avete? Avete a chi? A me che parlo al 'noi' giusto con i vicini di casa, e solo in caso di questioni condominiali? E soprattutto, non ti vergogni di aver votato una delle tre punte schierate in campo dal centro destra? Il giorno dopo dei faccia a faccia (e dei testa a testa...) ti chiedevano "hai visto il dibattito? Chi ha vinto?" (cos'hanno detto...magari!). Ora ci sará il TOTO-ministri, no? La curva nord dice "Coglione chi non ci vota", la curva sud risponde con sapientina escalation di stile (perchè risponde...) "I coglioni sono il doppio delle teste di cazzo".
Ma perchè se la destra a cominciato con la metafora calcistica, tutti gli altri devono rispondere per le rime? Non potrebbero fare finta di niente ed opporre un linguaggio diverso?
Anche con le TV private é stato cosí: la rai ha contrastato il paradigma culi-tette e paninari con culi-tette-paninari e pubblicitá. Poi, sempre per le pari opportunitá tra pubblico e privato, anche i telegiornali al biscione. A questo punto ci vorrebbe una svolta punk.

Un ultimo spunto di riflessione arriva da liberation, tradotto da internazionale - molto molto interessante questo mese. Riassumo:
Berlusconi non ha comprato l'Italia, l'ha saputa vendere agli italiani come un prodotto. Ha detto che c'è il sole e il mare e soprattutto che va tutto bene. E' come spiegare al cliente di non essere riuscito a far partire il motore dell'auto, ma che avrá in opzione, se gli conferma la fiducia, l'aria condizionata e lo stereo.

Friday, April 14, 2006

Italiani all'estero

Ricomincio a scrivere perchè sono stata in Italia per due settimane fino alle votazioni, e di cose ne ho viste, sentite, lette e riflettute tante, sarebbe inutile tenerle dentro il quaderno e lasciarsi andare alla stanchezza del ritorno dal mare, nel sud vulcanico e lunare dell'isola.
Inoltre, mi sento molto piú legittimata ad esprimermi da quando vanno di moda gli Italiani all'estero, anche se ho votato in Italia.

Mi affascinava la rosa nel pugno, poi ho pensato: ma impugnare una rosa non provoca ferite alla mano? Dovrebbero inserire il sangue che cola da sotto, sennó fiore e foglie sembrano solo appoggiati! Ho dovuto votare comunista, anche se non mi sento proprio rappresentata da una falce e un martello, preferirei aver potuto scegliere tra, non so, rifondazione femminista e le femministe italiane. I simboli? Si accettano suggerimenti, ma una bella spirale non mi dispiacerebbe (è anche un simbolo canario), un nodo celtico o un rizoma qualsiasi (anche una patata, a questo punto, o un branco di topi/e). Un branco di tope sarebbe notevole, ma come rappresentare in un'icona il movimento? E le tope? Bisognerebbe rifondare il termine...

Comunque viva l'emigrazione in posti pre-tropicali, qui sì che c'è il mare e il sole, altro che in Italia, basti pensare alla val padana o al trentino per demolire la bella e seria immagine che propaganda il nostro (ex) datore di governo. E come dice bene il corriere, gli italiani all'estero non sono quelli fedeli ai simboli della nazione, le donne ad impastare fettuccine ascoltando Claudio Villa e gli uomini al tavolo a giocare a briscola. Agli italiani all'estero viene riso in faccia ad ogni sparata di Berlusconi, e qualcuno ogni tanto ti dice 'Ma come fanno gli italiani a votare quello lì?'. Berlusconi è diventato folklore italiano così come la pizza, il sole, il mare e il mandolino (e la mafia). E gli italiani/e all'estero ne fanno le spese, per cui alla fine tutto questo sentimento patriottico, nostalgico, conservatore-Tremagliesco proprio non ce l'hanno.

Mi ha stupito molto la prima pagina dell'Independent all'indomani del risultato elettorale, dove appare una foto a tutto campo di berlusconi che guarda in basso in tono dimesso e si legge un titolone END OF THE LINE FOR THE GODFATHER (And Italy's top Mafia boss is arrested in Sicily). Ora, per cosa stará quell'AND? Sembra proprio che i due eventi (perdita delle elezioni e arresto del boss) siano correlati, a guardare l'Independent, che tra l'altro mi è sembrato vicino al governo di Blair (ma non posso fidarmi delle mie capacitá d'intendimento, neanche dopo 4 articoli letti...).

Il ritorno all'ultraperiferia è stato molto desiderato, soprattutto a partire dai risultati dello spoglio e dalla situazione che si intravede, e poi anche da vari altri desideri.

Thursday, March 16, 2006

feticcio

La mia scheda grafica non ha funzionato in questi giorni cosí divertenti di campagna elettorale, perció sono stata dolorosamente disconnessa, ma ora un deus ex machina mi ha riabilitato il computer, riformattato, ripartizionato e con un nuova distribuzione di linux. Devo ancora installare il programma multimedia per poter vedere il grande confronto - la repubblica e il corriere parlano solo del colore del fondotinta...
Per fortuna in questi giorni c'è stato il sole e sono andata al mare, non senza passare dall'areoporto a riempire la borsa di giornali e riviste insulse. L'areoporto e la spiaggia sono gli unici posti alla mano in cui se sei straniera passi inosservata.
Sono stata molto sorpresa dalla presenza di riviste 'femminili' italiane e, attratta dall'inserto sulle erbe curative, ho comprato DONNA MODERNA, dove a sorpresa, in omaggio, c'era un potente feticcio semiotico: una busta con riportato un manifesto politico..perché tu hai diritto a sentirti sicura e protetta, hai diritto a sentirti libera, hai diritto a muoverti giorno e notte, ecc. ecc. non ce l'ho sotto mano, ma é chiaro che dentro c'era...un misero salvaslip. Mi sembra una metafora molto calzante, anzi, quasi un'allegoria...

Saturday, March 11, 2006

ULISSE É TORNATO!!!

...il mio compagno di viaggio, il mio tigratino preferito....é di nuovo con me!!!

Sunday, March 05, 2006

Lezioni di lingue

Dare lezioni individuali di lingue è un'occupazione che dà molte soddisfazioni, soprattutto con persone che abbiano già una certa conoscenza del mondo e siano motivate ad imparare. Mi scopro a tenere lezioni sulla storia recente o politica attuale italiana, sulla satira, sulla semiotica, i cultural studies e le sottoculture, i movimenti di resistenza globale, gli effetti sociali del carnevale, gli studi di genere, sarò mica frustrata?
La coppia di pensionati belga che ho aiutato ad imparare lo spagnolo una volta mi ha detto che ero troppo intellettuale, ho incassato. Gli avevo indirizzato l'attenzione sulla compresenza nel carnevale di aspetti critici del sistema da un lato e di rafforzamento del potere dall'altro...
I materiali: reperto raiot di Sabina Guzzanti, documentari sulla Rebel Clown Army, canzoni di Paolo Conte, documentari americani su Berlusconi censurati in Italia, riviste insulse tipo Men's Health e Mente sana, giornali tipo il resto del carlino locale, ecc.
Va detto che insegnare le lingue significa anche sfuggire alle normalizzazioni sociali dei libri di testo, dove la famiglia appare in tutta la sua perfezione e bianchezza di fronte alla chiesa, con il vestito buono e la bandiera USA dietro, due figli, di cui uno maschio, maggiore, e una femmina, minore, nonni e contrononne.
Meno male che nel libro di italiano che uso ci sono famiglie disgregate e ricomposte.
Per ora insegno italiano inglese e con una certa faccia tosta anche spagnolo, che non ho mai studiato nè scritto...

Raccordo

In questa lunga assenza, da registrare:
- la perdita del gatto Ulisse, compagno di viaggio dal 18 novembre 2005 fino all'8 febbraio scorso...continuo a cercarlo, a sognarlo, ma dove sarà? Non riesco a credere di non vederlo più, che strazio!
- la fulminazione della mia linea adsl per colpa di un lampo caduto intorno al 10 gennaio scorso.
- un viaggio alla gomera di una settimana - sconsigliabili le isole più piccole di quella in cui si vive, soprattutto in inverno (perchè malauguratamente l'inverno esiste anche alle canarie, l'anno scorso mi era passato più inosservato...)
- le olimpiadi invernali
- le magliette di Calderoli
- il Carnevale
-Le prefereneze musicali:

Ma che discesa gloriosa
fa quel magma senza fermarsi mai!
Come una belva furiosa
il suo inferno porta, portando guai!

Ci sono istanti che vivere è una merda:
che vada a fuoco poi è pur sempre una scoperta.

(marlene kunz-senza peso-a fior di pelle)

Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che poi
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano faccia strage di me
in un incerto compromesso
tra la mia anima e il suo riflesso.

(subsonica-terrestre-l'odore)

Ta tara tata ta da dà
ta tada tata ta da dà

(dirotta su cuba-il testo non fa testo...)

Friday, January 06, 2006

Politici Cercansi

Ritenete di dovervi impegnare in politica ? Se si’ andiamo avanti...credete di avere le caratteristiche necessarie? Siete disposti ad abbandona la vostra attuale professione per la “nobil causa”? Pensate di avere le qualità minime di base (cultura, presenza, empatia, spirito di sacrificio, conoscenza di almeno una lingua straniera)? Siete disposti a rinunciare ai vostri attuali agi e privilegi? Pensate di essere in grado di resistere alle lusinghe ed alle tentazioni del potere? Leggete almeno 2 quotidiani al giorno da piu' di 5 anni? Lo spirito di sacrificio è qualità che vi si addice o ne ignorate l’esistenza? Siete in grado di comunicare pensieri, sensazioni, emozioni senza abbassare gli occhi? Conoscete il time-manager ? Siete in grado di descrivere la storia d’Italia in 15 minuti? Come date la mano ad uno sconosciuto (aperta si’, chiusa no)? Ritenete di essere in grado di parlare a 5.000 mila persone senza perdere il filo del discorso? Vi è chiaro il concetto di morale, etica ed onestà? Conoscete i punti cardine dell’esistenza umana?

Ho copiato-incollato l'annuncio che si presenta nel sito del SBFC (Silvio Berlusconi Fan Club, scusate). Non fa ridere?

Wednesday, December 21, 2005

Contraddizioni inesistenti

Dribblo tutto il resto dell'attualitá politica scottante in Italia per regalare importanza ad un articolo di Alberoni sulla prima pagina di un corriere della scorsa settimana, dal titolo emblematico: 'Pochi figli? Cosí si dissolve una comunitá'. L'articolo si conclude catastroficamente e con toni da uccello del malaugurio:
'La denatalitá é il sintomo della distruzione della comunitá tradizionale. Non solo della famiglia, ma del gruppo etnico, religioso, della nazione, della civilizzazione culturale. É la fine del radicamento sulla terra, nella cittá, l'irruzione dentro l'individuo della globalizzazione che finirá per produrre l'uomo solitario senza fratelli, sorelle, cugini, nipoti, zii, zie, senza parenti. Libero, privo di radici, legami, doveri. Ma sulla scena della storia premono altre comunitá che vogliono radicarsi, affermarsi, espandersi. E queste fanno figli.'
Mi affascina molto il mondo che mi prospetta alberoni, (anche se il suo tono é bigotto e scoraggiante) ma non vedo perché vederlo minacciato dalle comunitá che vogliono radicarsi, affermarsi, espandersi. Direi che le due cose possono coesistere, e direi che questo tipo di dialettica per cui si creano contraddizzioni inesistenti, o questo o quello, occhio a questo perché c'è anche quello, ecc. é molto simile a quella usata dalla chiesa con i matrimoni gay. L'eterosessuale deve vederlo come una minaccia, cosí come i single dovrebbero vedere come minaccia il fatto che le famiglie musulmane figliano a sfare. O questo o quello, cosí é piú facile. L'informazione (il dibattito pubblico) italiana é piena di contraddizioni inesistenti, il capitolo non si chiude, invito ad evocare altri esempi.
Ma lo sapete che alla Feltrinelli di Bologna accanto allo scaffale denominato SOCIOLOGIA ce n'è uno che si chiama ALBERONI??? E non é che ci sia anche lo scaffale Goffmann e quello Weber... Questa si che é una contraddizione in piena regola, oltre che, scusate, un'aberrazione logica.
Nel frattempo io mi sono ricordata che so parlare e insegnare le lingue, perció a forza di annunci ne vengono giá 3 per inglese e 1 per italiano. La cosa mi piace e mi arricchisce molto, chiaramente non dal punto di vista materiale (ma sono in fase di espansione... ).

Saturday, December 10, 2005

No-Tav

Ne ho giá scritto qui ieri, ma visto che questa vicenda mi sta appassionando, torneró sulla stessa.
A volte, leggendo il corriere della sera da un giorno all'altro, sembra di leggere due quotidiani diversi, dico, proprio due testate diverse.
Mi ricordo un cambiamento di clima repentino dopo il 7 luglio londinese: tagli di articoli molto parziali, per non dire editoriali scritti da guerrafondai.
La direzione del corriere é stata cambiata dopo l'insediarsi del governo Berlusconi (Ferruccio de Bortoli al sole 24ore), é stata cambiata anche nel gennaio scorso, quando Mieli é tornato al posto di Stefano Folli, che avrá i suoi difetti peró a volte é molto acuto, insomma, non so come collegare tutta questa sciorinata di cose peró credo che sotto sotto ci sia un senso macabro (il lettore del corriere é quel che tra i meno convinti piú fa gola ai forzitalioti....)
A leggere il corriere dell'8 dicembre e quello del 9 dicembre, in merito alla questione Val di Susa, mi sembra appunto di leggere due quotidiani diversi.
Dell'8 dicembre paravo ieri, del 9 dicembre parleró oggi, del 10 dicembre parleró domani, giacché i giornali mi arrivano con un giorno di ritardo, per chi non lo avesse ancora capito.
Oggi dal Corriere sembra che tutta la protesta no-tav sia in mano ai no global, che abbiano ferito 17 agenti di polizia (mentre tra i manifestanti si rilevano solo 3 feriti). I no-global sarebbero partiti all'assalto della polizia cantando l'inno di Mameli. Io mi saró persa sicuramente qualcosa e peccheró di ingenuitá, ma non ce lo vedo proprio il popolo no-global a cantare l'inno di Mameli, neanche i leghisti, ma allora chi erano i veri dimostranti-assaltatori?
Dopo l'assalto, che dura una mezz'ora, risulta sempre dal corriere, tamburi fuori, giocoleria e pic nic da veri manifestanti fricchettoni e anche un po' scansafatiche, come direbbe il governo...

A pagina 3 mi blocco e mi viene da piangere:
"I percussionisti della Torino Samba Band suonavano ritmi ossessivi e ragazzi con il passamontagna, ANDANDO A TEMPO, colpivano macchinari e attrezzature".

Conosco la samba band di Torino, so che é nata da un workshop che veniva da quella di Amsterdam dove suonavo anch'io, conosco le loro canzoni e i loro ritmi perché sono gli stessi che suonavo io. Ebbene, non posso pensare che quei ritmi appaiano ossessivi, né tantomento concepisco come si possano rompere cose a ritmo di samba, ma ve lo immaginate? Mettici i Pantera, mettici della techno-industrial dura che ne so, ma la samba, andiamo!!!
Da quando in qua si possono mettere nella stessa frase samba, ossessione e violenza compulsiva...AIUTOOOO!! Proprio oggi che ho visto un'esibizione di batucada di strada di bambini di Salvador de Bahia sponsorizzati da Carlinhos Brown, che hanno trasformato la cittá in una processione di, scusate il termine, ancheggiamenti e allegria?

Dovrebbero avvisarmi dei giorni in cui il Corriere viene scritto direttamente dall'ufficio stampa del primo ministro, non lo comprerei....o forse dovrei saperlo da sola: quando vanno troppo in lá (8 dicembre), chissá poi arrivano certe telefonate...

Friday, December 09, 2005

Tunnel



Dagli scalini della mia casa, al sole, in cannottiera, leggo sul Corriere della Sera, l'unico quotidiano cartaceo che mi permetto qui, della questione Val di Susa, e considero il caso paradigmatico dello "stile" di questo governo, tra ordine pubblico, conflitto di interessi e campagna elettorale.

Prendo spunto da una frase di D'Alema, che dice “E' evidente che, quando si passa sul terreno della violenza e della forza, si incoraggiano gli estremismi. E ho paura che il governo lo faccia deliberatamente, cosa che mi preoccupa molto, perché siamo all'inizio di una impegnativa campagna elettorale”. Aggiungerei che radicalizzare gli estremi é una nota tattica di intervento che ben si conosce da genova 2001, usare la forza soffia sul fuoco dei piú estremisti e spegne quello dei piú moderati, risultato: i moderati non scenderanno piú in piazza per paura di prenderle un'altra volta, i radicali le faranno ancora piú grosse e diventeranno demonii, e intanto il movimento si riduce, si divide, si frammenta, infine, si “amministra”. Nel caso della Val di Susa, come a Genova e in vari altri casi piú o meno lontani, il governo cerca di far passare i dimostranti per anarco-insurrezionalisti, che allargherebbero a macchia d'olio le proteste in tutta italia, alterando l'ordine pubblico, ma in questo caso la lega si rivolta “Quali anarchici e bandiere rosse, é la nostra gente!”. In questa valle alto piemontese Lunardi vorrebbe far costruire un tunnel dalle sue ex ditte (ora della moglie) con la scusa dell'Alta velocità senza che ci siano studi adeguati sull'escavazione, ma vi rimando all'articolo del Corriere, vale la pena leggerlo tutto per rendersi conto. Chissá se queste cose le hanno dette ai telegiornali. Sarebbe interessante un giorno, non l'ho mai fatto, confrontare le notizie del giornale con quelle del telegiornale dello stesso giorno. Mi propongo di farlo una volta con il giornale radio...
L'articolo di fondo in prima pagina, dello stesso giornale, fa riflettere sul fatto che quando c'è questo genere di proteste, tipo occupazioni di autostrade, allevatori, tir, forestali, ecc. difficilmente la cosa arriva in un'aula di tribunale, non si considera illegale, si é sempre tollerata, a volte vista come indice di democrazia, allora dove sta il confine tra la legalitá e l'illegalitá?
Va anche detto che se si portassero certe questioni in tribunale ne affiorerebbero tutta una serie di altre molto scomode, come potrebbe essere in questo caso con gli affari privati di Lunardi.

A proposito di scavare tunnel, ho appena rivisto El Topo di Jodorowsky, definito western psichedelico, con scene di violenza lisergica, tra l'altro scopro essere il film preferito di John Lennon - della cui morte ricorrono i 25 anni proprio in questi giorni. Nella seconda parte di questo film un pistolero redento accetta la missione di scavare un tunnel per far uscire tutti i deformi chiusi in una grotta da quelli del villaggio, perché figli di incesti. L'impresa sará conclusa, ma il risultato del contatto tra la popolazione della grotta e quella del villaggio totalmente agghiacciante. Nella prima scena invece il bandito riscatta una popolazione di frati ridotti a schiavi sessuali da un colonnello feticista e tutti i suoi soldatelli arroganti. A un certo punto cavalcano i giovani frati e gli percuotono il culo con dei pezzi di cactus...molto simbolico, direi il film, altro che lisergico...
Un altro film che mi é piaciuto molto é stato Bent it like Beckam, che in italiano sará "Essere come Beckham" o qualcosa del genere. Mi é piaciuto molto, nonostante appaia come un bignami di intercultura.

Il mio albero di natale di quest'anno sará il fiore lungo di un'agave, con qualche palla minimale.

Friday, December 02, 2005

AIDS, e non solo.

1 dicembre giornata mondiale di prevenzione dell'AIDS, ne parlano tutti i telegiornali spagnoli. Quello della neonata rete, Cuatro, (prima c'erano solo la uno, la due e il canale cinque spagnolo, a livello nazionale) ha il fiocco rosso bene in vista e dice guardando fisso in camera e facendo quasi lievitare il mezzo busto per bucare di piú: il preservativo é l'unico modo per prevenire la malattia, tutti quelli che ne sono contro dovrebbero vergognarsene perché promuovono il diffondersi della malattia.
Olée.., come direbbero Paco de Lucia e Camaron.

Quest'anno si é lievemente cercato di limare il discorso sulle categorie a rischio, che sono anche quelle piú marginalizzate, dicendo che l'allarme é molto alto anche tra gli eterosessuali, ma mi piacerebbe che si parlasse un po' di piú della stigmatizzazione del malato aids e anche dei diversi paradigmi scientifici di definizione della malattia, e poi della commercializzazione dei farmaci e degli interessi delle multinazionali. Sulle radio della rai il discorso é stato solo tangenziale su questo aspetto, da quel che ho ascoltato, a radio 3 mondo ieri, grazie ai preti probabilmente, si é parlato di pedofilia...
Parentesi, oggi a Viva radio 2, con Fiorello, ci sará Cofferati, sono curiosa...

Intanto l'osservatore romano, alla vigilia della giornata dell'AIDS, spara a zero sugli omosessuali nella persona di un prete psicologo francese chiamato Anatrella. Non mi stupirei se fosse brutto, ma non gli consentirei il privilegio di metamorfosi alcuna.

Cito dal Corriere:
CITTA’ DEL VATICANO - L’omosessualità è «destabilizzante per la persona e la società», non «rappresenta un valore sociale» ma ha piuttosto il carattere di «un’incompiutezza e di un’immaturità sessuale». Induce ad atteggiamenti «narcisistici» e a rapporti interpersonali improntati alla «seduzione». Costituisce una «controindicazione per il sacerdozio», al quale vanno ammessi soltanto «uomini ben fondati nella maturità della propria mascolinità». Queste affermazioni trancianti sono contenute in un articolo di commento alla «dichiarazione» vaticana su sacerdozio e omosessualità, pubblicato ieri dall’«Osservatore romano» e firmato dallo psicologo e prete francese Tony Anatrella.

Mi stupisco invece nel constatare che questo prete usa le stesse parole che userei io con una connotazione diametralmente opposta: destabilizzazione, seduzione, mascolinitá, narcisismo (queer, immagino). Insomma sono tutte cose sane queste, anche per un prete, no?
Va detto che per mascolinitá matura intenderei un modo di essere uomo che non rigetti e reprima l'attrazione verso uomini o verso modelli differenti da quello dominante, che non sia spaventato dalle relazioni omosessuali o da pratiche diaboliche quali ad esempio la cura del corpo. A proposito, mi propongo di scrivere in futuro su questa nuova categoria del Metrosessuale, impersonata, almeno in Spagna, dal calciatore inglese del Real Madrid David Beckham, ex sposo di Victoria delle Spice Girls, che da un certo punto di vista é una trovata commerciale per vendere piú moda agli etero,ma da un altro punto di vista, perché no?

Il mio vicino Drag Queen flamenca, che é appena tornato a vivere qui dopo la stagione nell'unico locale gay friendly dell'isola, mi ha appena raccontato di un suo cugino gay che aveva studiato da prete.
Il mio vicino gli dice "Sai che i gay non possono fare il prete?" e l'altro "Ah, ma allora non ci saranno piú preti!". Il cugino racconta che in seminario i non gay se ne andavano per molestie e alla fine se ne é andato anche lui perché uno tra i preti negli insegnanti era ossessionato con il suo corpo. Sembra la trama de La mala educacion di Almodovar, ora che ci penso. Con questo non voglio associare l'omosessualitá alla pedofilia, ma credo che se i preti potessero viversi un po' piú in pace i propri desideri forse lascerebbero anche piú in pace i giovani preti o i bambini della parrocchia. E poi, i preti etero non sono pedofili? Sennó, consentiamogli di accoppiarsi a questi preti, suvvia, come tra adulti consenzienti.
Il mio zio prete si batteva ardentemente perché concedessero il matrimonio ai preti, fermo restando che la donna é inferiore...

Un'ultima pillola spagnola: ieri a Madrid, ne la plaza de toros, é caduto subito dopo il decollo l'elicottero che trasportava il leader dell'opposizione democristiana e la sindaco democristiana della comunitá di Madrid, lui ha un dito fasciato, lei il tacco di una scarpa rotto, cameramen e pilota stanno bene, ma si é sfiorata la tragedia.
Ora, Plaza de toros non é un eliporto, l'elicottero passava di nazione in nazione da circa 30 anni, solo far decollare un elicottero costa giá 3000 euro, a Madrid ci sono le strade e le metropolitane, anche i treni, concludo, perché non danno anche a me l'elicottero per andare al supermercato?